Cronologia e dislocazione

"Quanti sguardi incrociano il mio. Sono soldati irriconoscibili, che rivolgono una muta domanda,
che scrutano il superiore per trarne incitamento e forza.
Dove andiamo? Sino a quando si dovrà marciare?
Coraggio ragazzi, non fermatevi. Camminate adagio, camminate sempre. Abbiate fede...
I soli incitamenti che con l'esempio personale poteva dare il comandante."

 Col. Giulio Cesare Salvi

Nel tentativo di costruire una cronologia degli eventi che riguardarono i reparti della Divisione Vicenza nella Campagna di Russia, ci siamo trovati di fronte ad una costante frammentazione della stessa e di conseguenza siamo stati impossibilitati nell'affrontare l'argomento senza l'ausilio di mappe e di tabelle che rispecchiassero l'effettivo dislocamento dei singoli reparti. Ecco perché questa pagina è "cronologia" ma anche "dislocazione".

Per la grafia dei nomi di località si è fatto riferimento alle regole di traslitterazione del Working Group on Romanization Systems dell'United Nations Group of Experts on Geographical Names (UNGEGN) http://www.eki.ee/wgrs/rom1_ru.pdf

Ogni proposta di modifica è ben accetta, purché debitamente documentata, ad insindacabile valutazione degli autori.

Mauro Depetroni, Silvia Falca, Patrizia Marchesini, Paolo Plini

Un Grazie particolare a Giovanni Duina per la preziosa collaborazione.






AGOSTO 1942 

XXVI battaglione CCRR: ordine di costituzione.

SETTEMBRE 1942

Tra il 20 settembre e il 10 ottobre 1942

Partenza con il seguente itinerario: BRENNERO – VIENNA – CRACOVIA – LEOPOLI – KIEW – KURSK – KUPIANSK.

29 settembre 1942

Partenza della 156^ Sezione Sanità.

OTTOBRE 1942

Durante il trasferimento del CLVI battaglione mitraglieri si registra un attacco partigiano al treno che lo trasportava, a Leopoli, con conseguente morte di un sergente.

Nel mese di ottobre la Divisione viene privata del XXVI battaglione CCRR e delle sezioni autoblinde tipo “L”.

4 ottobre 1942

Partenza della compagnia cannoni anticarro 47/32 del 278° reggimento.

7 ottobre 1942

Parte il I battaglione del 277° reggimento.

8 ottobre 1942

La 156^ Sezione Sanità arriva a Kupiansk.

Il XXVI battaglione CCRR parte da Bologna.

13 ottobre 1942

156^ Sezione Sanità: l’infermeria italiana incomincia a funzionare. L’ospedale da campo numero 161 si trova a Svatovo.

16 ottobre 1942

Al 277° reggimento, ormai interamente a Kupiansk, viene ordinato di sostituire i corrispondenti reparti della 403^ Divisione Germanica con compiti di sorveglianza del settore assegnato (in particolare linee ferroviarie e soppressione del brigantaggio).

18 ottobre 1942

Il XXVI battaglione CCRR arriva a Kupiansk (da Kursk a Prokaroska a Kupiansk).

21 ottobre 1942

La Compagnia Cannoni Anticarro 47/32 del 278° Reggimento arriva a Starobelsk.

DISLOCAZIONE DIVISIONALE


REPARTO

LOCALITÀ

COMANDO DI DIVISIONE E SERVIZI

Zona di Kupiansk

277o REGGIMENTO

Starobelsk con i btg. tra Kupiansk e Isium (escluso)

278o REGGIMENTO

Zona di Roven'ki – Belovodosk

156^ SEZIONE SANITÀ

 

CARABINIERI REALI – BATTAGLIONE

Zona di Kupiansk

BATTAGLIONE MITRAGLIERI DIVISIONALE

Zona di Valuiki

156^ COMPAGNIA CANNONI 47/32

Zona di Belovodosk


DISLOCAZIONE DEL 277 REGGIMENTO

 REPARTO del 277  LOCALITÀ
 COMANDO RINFORZATO DA UN PLOTONE AUTOBLINDO  Svatovo
 COMANDO III BATTAGLIONE E COMPAGNIA COMANDO  Rubežnoe
 9a Compagnia  Rubežnoe
 10a Compagnia  Rubežnoe
 12a Compagnia  Jampol'
 Compagnia Mortai 81  Torskaj
 11a Compagnia  Petrovka
 Compagnia Cannoni Anticarro 47/32  Novo Ajdar
 Comando I Battaglione e Compagnia Comando  Kupjansk
 1a Compagnia  Vediki Burluk
 4a Compagnia  Kupjansk-Uslovoj (con un plotone a Sen'kovo)
 2a Compagnia  Dvurečnaja (con un plotone a Banhof Topoli)
 3a Compagnia  Staroverovka
 Comando II Battaglioe e Compagnia Comando  Belokurakino
 8a Compagnia  Netctscheretovka
 7a Compagnia  Pavlovka
 6a Compagnia  Troickoe
 5a Comapgnia  Šul’ginka


NOVEMBRE 1942

L’intera Divisione prosegue nei compiti di sicurezza assegnatile ed è dislocata tra il fiume Donetz-Ajdar e Ostkol.
Si intensifica l’attività partigiana.

Il Comando del gruppo d’Armata germanico assegna tutta la 156^ divisione all’8a Armata che impartisce disposizioni per una nuova dislocazione, in seconda schiera nel settore del Corpo d'Armata Alpino.


13 novembre 1942

Battaglione Mitraglieri Divisionale: si registra il primo caduto a Valuiki.

14 novembre 1942

Battaglione Mitraglieri Divisionale: due soldati ricoverati in infermeri a Kupjansk.

21 novembre 1942

A Rossoš’ vengono date disposizioni per l’alloggiamento della Divisione Vicenza, in arrivo.

22-24 novembre 1942

26 fanti della 9^ compagnia del III/277 vengono trucidati a Gujana Balka (Starobelsk) da parte di partigiani.


25 novembre 1942

XXVI battaglione CCRR: Da Kupiansk, si trasferisce a Starobelsk per servizi in linea, con distaccamenti su di essa, per 180 km, fino al 24 dicembre 1942

28 novembre 1942

XXVI battaglione CCRR: da Starobelsk a Ostsrobe (Capitano Giovanni Buffa).

29 novembre 1942

Arrivano a Rossoš’ i furieri d'alloggiamento della Divisione.

30 novembre 1942

156^ Sezione Sanità: riceve l’ordine di partire per la zona del Don.


DICEMBRE 1942

Affluenza in zona Rossoš’ dell'intera Divisione.

DISLOCAZIONE DELLA DIVISIONE VICENZA NELLA ZONA DI ROSSOŠ'

(fino al 14 dicembre 1942)
 
IN UNA MAPPA DI PAOLO PLINI





7 dicembre 1942

Comando di Divisione: il Generale Etelvoldo Pascolini accetta di sostituire il generale Enrico Broglia a capo dell’intera Divisione.


8 dicembre 1942


Comando di Divisione
:
ore 16.00 il Generale Etelvoldo Pascolini assume il Comando della Divisione Vicenza.

Viene diramato l’ordine relativo all’impiego della Divisione Vicenza che deve occupare e organizzare a difesa la seconda posizione in corrispondenza di Pavlovsk.

Si comunica ai comandi interessati che il CCXLVI battaglione lavoratori già assegnato al Corpo Alpino e passa alle dipendenze della Divisione Vicenza.

10 dicembre 1942

La Divisione Vicenza, finalmente abbastanza riunita, è impegnata a costruire un sistema difensivo di seconda schiera.

11 dicembre 1942

Si annuncia l’assegnazione della Divisione Vicenza al Corpo di Armata Alpino.

13 dicembre 1942

Il Comando 8a Armata annuncia in arrivo a Rossoš’ 6 pezzi controcarro 97/38 per la Divisione Vicenza e dispone che il Corpo di Armata Alpino provveda con

proprio personale alla costituzione della batteria facendola poi affluire alla Divisione Vicenza.

16 dicembre 1942

- Viene dato ordine alla Vicenza di sostituire la Julia (tra Tridentina e Cuneense);

- le vengono assegnati due gruppi 75/27 del Reggimento Artiglieria a Cavallo "Voloire" per sopperire alla mancanza di artiglieria;

- con la Vicenza, nel settore Julia affluiscono anche:

    - Vestone e Morbegno (della Tridentina), che costituiscono il “sottosettore nord” al comando del tenente Colonnello Ezio Leonarducci;

    - Pieve di Teco (Cuneense) che costituisce, con il II/277o il “sottosettore sud” agli ordini del Tenente Colonnello Mulattieri;

rinforzati da: Compagnia Cannoni Controcarro 47/32 divisionale, Compagnia Cannoni Controcarro 47/32 del 278°, 156° Battaglione Mitraglieri divisionale, Compagnia Mortai del 277°, Compagnia Mortai del 278°.

La 156^ Sezione Sanità si trasferisce a Kirov.

Voloire: I gruppo zona di Vitebsk, di fronte a Rusbnilovka, con il Morbegno (Tridentina) e alcuni reparti della Vicenza, III gruppo zona di Saprina con la Vicenza. Il comando tattico a Kurenoe, presso il Comando della Vicenza (mentre la base reggimentale era a Šaposnikovka).

16 dicembre 1942

277° Reggimento: Un battaglione va sul Don (il II/277), uno in secondo scaglione (il III/277), alle dipendenze della Cuneense al posto del Pieve di Teco e uno rimane alla difesa di Rossoš’ (il I/277, rinforzato dalla Compagnia Cannoni Controcarro 47/32 reggimentale) sostituendo il Monte Cervino impiegato in direzione diUkrainez (provenienze da Kantermirovka) per la difesa di quel campo di aviazione.

278° Reggimento: Comando 278o e il II/278°: secondo scaglione della Vicenza. Due battaglioni vengono affidati alla Tridentina (secondo scaglione).

Un Battaglione Genio Guastatori viene messo in secondo scaglione nel settore della Divisione Vicenza.

17 dicembre 1942

277° Reggimento: Il II/277° giunge a Ssaprino in sostituzione del battaglione Gemona.

18 dicembre 1942

277° Reggimento: la Cuneense riceve il III/277 (cap. Gabriele Gherardini) che assume le stesse funzioni e la stessa dislocazione del Pieve di Teco e cioè a Topilo, che si trovava al centro del settore divisionale, a circa 6 km dal Don. Il III/277 era in fase di riordino a causa delle forti perdite subite il 22-24 novembre a Gujana Balka. Il Pieve di Teco, nel suo trasferimento sul Don (sottosettore sud "Mulattieri") dal pomeriggio del 18 al mattino del 19 ebbe altri cento alpini congelati.

21 dicembre 1942

Si completano le operazioni di trasferimento, il comando di divisione si stabilisce a Kurenoe.

Si assegna al Col. Salvi (Comandante il 277° Reggimento) il comando del settore sud di Rossoš’ con sede ad Artemovka e lo si incarica di proseguire i lavori per la sistemazione del settore. 

23 dicembre 1942

Settore Divisione Vicenza: fugata piccola pattuglia russa, raffiche opposte armi automatiche.

24 dicembre 1942

Il XXVI battaglione CCRR si trasferisce a Belovodsk e passa alle dipendenze del Comando 8a Armata. Rimane in questa località fino al 16 gennaio con l’ordine di presidiare alla difesa della città.

25 dicembre 1942

XXVI battaglione CCRR: da Oststrobe a Belovodsk (Capitano Giovanni Buffa).

26 dicembre 1942

Il Maggiore Estrafallaces (Ufficiale di collegamento con l'8a Armata) telefona al ten.col. Benzani, capo ufficio operazioni Armata, per inoltrare richiesta di mortai da 81 e pezzi controcarro di rinforzo, necessari per coprire le deficienze del settore Vicenza. Ne riceve assicurazione che sarà provveduto nei limiti delle possibilità.

XXVI battaglione CCRR: 20 uomini comandati da S.Ten. Giuseppe Urisini partecipano ad un’operazione intesa a snidare nuclei di militari russi nella città di Kuriačevka, in collaborazione con truppe tedesche.

29 dicembre 1942

Si danno disposizioni per il riordinamento delle divisioni Julia e Vicenza e per l’organizzazione delle retrovie della Vicenza.

XXVI battaglione CCRR: 50 uomini comandati dal S.Ten. Elonardo D’Aloia effettuano un’azione esplorativa in località Danilovka. Respingono i ripetuti attacchi nemici e portano a termine la missione esplorativa.

31 dicembre 1942

Si ordina che gli elementi defluenti dal settore del II Corpo d'Armata siano passati per controllo al comando tappa di Rossoš’ e quindi al 277° Reggimento che provvederà all’inquadramento.

Sottosettore nord: il maggiore Bracchi, comandante del Vestone, telefona alla 2a Batteria del I Gruppo Voloire: una grossa pattuglia russa ha attraversato il Don e si dirige verso le linee italiane. La Batteria della Voloire inizia pertanto un fuoco accelerato. Dopo qualche ora i Russi si ritirano, lasciando sul terreno parecchi morti. Un ufficiale del Vestone è caduto, un alpino è ferito e una sentinella è scomparsa, probabilmente rapita nella notte dalla pattuglia russa.

giorno non definito dicembre 1942

Sottosettore sud: si registrano Fanti del II/277o caduti a Semeiki, Kuvšin (Husinki nel testo) e nella penisola “Beltrame”.

GENNAIO 1943

156^ Sezione Sanità: nuova sede: Sergeevka.

12 gennaio 1943

XXVI battaglione CCRR: 42 uomini comandati dal S.Ten. Giovanni Buffa partecipano a combattimenti nella zona di Garmaševka, con reparti tedeschi.

Attacco russo nel sottosettore nord (Vestone): i cannoni della Voloire sparano per ore. I Russi rispondono con pezzi anticarro e con la katiuscia, che viene infine centrata da un colpo delle artiglierie italiane.

13-14 gennaio 1943

il Generale Pascolini vede i carri russi scendere a sud lungo il Don.

14 gennaio 1943

Sottosettore nord: viene respinto un attacco al Vestone. L’attacco inizia alle ore 04.55.

Gli osservatori delle divisioni Vicenza, Cuneense, Tridentina segnalano il transito, in pieno giorno, da Pavlosk verso sud, sulla riva sinistra del Don, di non meno di 200 mezzi motorizzati nemici.

15 gennaio 1943

Sottosettore nord:vengono respinti numerosi attacchi al Vestone: i russi tentano di conquistare Pavlovsk.L’attacco ha inizio alle ore 06.00

Sottosettore Comando Piazza sud di Rossoš’: il I/277 e la Compagnia Cannoni Controcarro 47/32 reggimentale vengono travolti dai carri armati russi; in particolare il terzo plotone della Compagnia Cannoni Controcarro 47/32 del 277° schierato sulla pista Kantermirovka-Ukrainez viene annientato dai carri armati russi. Cade anche il colonnello Roberto Margiotta. Gli sbandati sopravissuti ripiegano verso il Comando di Divisione a Kurenoe. L’attacco ha inzio alle ore 5.30 da formazione sovietica proveniente da Kantermirovka (oltre 20 carri con fanteria di coperta).

XXVI battaglione CCRR: 20 uomini comandati dal Cap. Tommaso Masella, sulla strada per Garmaševka, rastrellano le case e snidano nuclei nemici, assicurando il passaggio ai carri tedeschi. Vari conflitti a fuoco con forze nemiche superiori in numero.

16 gennaio 1943

Sottosettore nord: prime ore: gli attacchi nel settore Vicenza-Vestone diminuiscono di intensità. L’attacco ha inizio intorno alle ore 06.00. Il I gruppo Voloire dopo aver appoggiato con fuoco intenso nei giorni 14, 15 e 16 gennaio il battaglione Morbegno, ne aiuta lo sganciamento dal nemico con tiri di sbarramento. Il gruppo al completo inizia il ripiegamento con prima batteria in avanguardia e seconda batteria in retroguardia alla colonna formata dai resti del Morbegno.

La Divisione Cuneense dispone il trasferimento del III/277 al Kolchoz Čapaeva, rinforzato con pezzi 47/32 e 75/97 schneider per interdire provenienze da Rossoš’ alle spalle del primo scaglione.

PERCORSO DI RITIRATA DELLA DIVISIONE VICENZA

IN UNA MAPPA DI PAOLO PLINI


17 gennaio 1943

Ripiegamento verso linea ferroviaria su due colonne:

- la colonna settentrionale corrispondente al “sottosettore nord” ripiega verso Podgornoe;

- la colonna meridionale corrispondente al “sottosettore sud” ripiega verso Popovka (compreso il Pieve di Teco).

I reparti della Vicenza sotto le dipendenze di Tridentina e Cuneense ripiegano sotto le rispettive unità.

Ore 17:00: la 156^ Sezione Sanità inizia la ritirata, da Sergeevka verso Podgornoe.

La 39^ batteria del Gruppo Val Piave (Julia) rimane aggregata al Reggimento Artiglieria a Cavallo a disposizione della Vicenza.

Voloire: Il Comando Tattico di Reggimento ha ripiegato insieme al Comando della Divisione Vicenza. Ore 17.00 inizia la ritirata di tutte le batterie a cavallo e di tutto il Corpo d'Armata Alpino. La 1a batteria I gruppo avrebbe dovuto iniziare il ripiegamento verso le 20.00 del 17 gennaio, entrare in contatto con la retroguardia della Vicenza a circa 8 km dal Don in località tra Saprino e Sergeevka e ripiegare con loro. La 2a batteria doveva invece ripiegare con l’avanguardia. Alle ore 24.00 del 17 gennaio la 1a batteria giunge sulle posizioni indicate ma non riesce ad entrare in contatto con gli elementi della Vicenza.

Cuneense: la colonna Manfredi (1° Alpini) impiega tutta la notte sul 18 per circa 23 km dal Don a Kreshtschatik, Minaj, colcos di Čapaeva.

ore 17.00: parte il III/277 da Čapaeva verso Popovka.

Il XXVI battaglione CCRR inizia il ripiegamento.

18 gennaio 1943

La Vicenza riceve l’ordine di muoversi da Podgornoe e Popovka verso Samojlenkov (Stepanovka). Morbegno e Vestone rientrano nella Tridentina che a sua volta restituisce i due battaglioni del 278o. Pascolini affida il comando del Battaglione Mitraglieri Divisionale al Maggiore Vasio.

Al II/277 viene lasciata la pista Kurenoe- Bereznjagi – Sud'evka Ivanovka.

Mattino: il III/277 raggiunge Popovka.

156^ Sezione Sanità: ore 23.00: incolonnamento tra Quartier Generale e Panettieri.

Settore Tridentina: Il col. Giuseppe Adami riceve dal Comando Divisione Tridentina l’ordine di assumere il comando di una colonna composta dal 5 Reggimento Alpini (Morbegno escluso, alle dipendenze della Vicenza), dal II/278, dal gruppo Valcamonica, dall’11° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d'Armata (800 uomini senza pezzi ma con mitragliatrici), dal gruppo appiedato squadroni Savoia e Novara Cavalleria, da due pezzi da 70/40 trainati da trattori e dalla 82^ Compagnia Cannoni Divisionale. Bisogna puntare su Postojalyj all’alba del 19 gennaio, attaccando e occupando a tutti i costi il centro abitato.

Voloire: cede il I gruppo al 278° e il III gruppo al 277°. Ore 07.00: il capitano Bregoli (comandante 1a batteria) ordina il ripiegamento su Podgornoe e giunge alle 14.00 circa. Sera: Brocani, comandante I gruppo, riceve un ordine della Divisione Tridentina: seguirla in retroguardia con il compito di protezione anticarro della stessa.

Il Comando Alpino manda il maggiore Zambelli (assegnato al Comando Vicenza) alla Vicenza per dire di non cedere i battaglioni alpini se prima non le vengono restituiti i suoi battaglioni fanteria. Ma la Vicenza, al mattino aveva restituito Morbegno e Vestone e si era ripresa i due battaglioni del 278. Le manca ancora il III/277 (Cuneense) e il I/277 distrutto a sud di Rossoš’ nella difesa del campo di aviazione. Il 278° è ricomposto così come il Battaglione Mitraglieri divisionale e i reparti reggimentali. La Vicenza è dunque ricostituita (salvo che per il I/277 ed il III/277).

La divisione riceve l’ordine di rendere inservibili gli automezzi e di proseguire a piedi.

19 gennaio 1943

Nella notte sul 19 il Comando di Divisione inizia lo spostamento verso Samojlenkov.

Ore 3.30 circa la Divisione Vicenza parte da Popovka con il Pieve di Teco in avanguardia.

La 156^ Sezione Sanità alle ore 3.00 circa parte incolonnata verso sud-est.

Durante la mattinata la Divisione Vicenza occupa Samojlenkov.

ore 14.00: il Pieve di Teco, a sua protezione, distacca il II plotone della 3° compagnia (sottotenente Ricci) in un colcos a ovest di Samoilenkov. Detto

plotone al’imbrunire riceve l’ordine di rientrare ma non ci riesce. Attaccato da partigiani russi si sgancia ma nei giorni successivi raggiunge una colonna

della Tridentina (seguendola nella ritirata rientrerà in patria).

ore 17: il Comando del Corpo d’Armata Alpino ordina via radio (ultimo collegamento via radio dal Comando Alpino verso le divisioni dipendenti) di procedere

su Lesnišankij passando per Skororyb concorrendo all’attacco con il 5° alpini per poi, il giorno seguente, andare verso Postojalyi con la Tridentina: la

Vicenza parte con in avanguardia il Pieve di Teco (venne impiegato il Pieve di Teco e NON il 278° perché si era ricostituito quella stessa giornata) più un

Gruppo di Artiglieria a Cavallo (Voloire).


ore 18.00: la Vicenza raggiunge Skororyb.

ore 19.00: la Vicenza prosegue verso Lesnišankij ma con difficoltà a causa dei numerosi attacchi nemici.

A Samoilenkov la Vicenza dispone di:

- 1 battaglione alpini (Pieve di Teco);

- 4 battaglioni fanteria: tutto il 278° e il II/277 (I/277 distrutto e III/277 con la Cuneense);

- 1 Battaglione Mitraglieri (meno due plotoni con il I Alpini);

- 1 Reggimento Artiglieria a Cavallo su due gruppi;

- reparti mortai e cannoni reggimentali (anche se completamente sfornito di artiglieria all’infuori di pochi 27/32). I 6 pezzi Schneider 75/97/38 recentemente assegnati sono stati subito abbandonati perché sprovvisti di trattori e bloccati dal gelo.

Il Comando Divisione dispone di 1/3 della forza disponibile in avanguardia con il Pieve di Teco (Agostino Uberti al comando dell'avanguardia). Pieve di Teco: punta, seconda compagnia capitano Morenza e 1 plotone 47/32 + batteria Villanova. Dietro al Pieve di Teco, a 1 km, Battaglione Mitraglieri e 1 Gruppo Artiglieria a Cavallo.

A Samoilenkov i feriti russi vengono visitati e medicati dal Servizio Sanità del Comando Divisione.

Ordine del Comando Alpino: la Vicenza attendeva di conoscere quando la Tridentina avrebbe iniziato il suo movimento perché la Vicenza dal giorno 20, dopo aver raggiunto Novo Carkovka, doveva esserne retroguardia.

Notte: l’avanguardia della colonna (il Pieve di Teco della Cuneense) sbaglia direzione e devia su Opyt e viene quindi sostituito con il CLVI battaglione

mitraglieri divisionale
più un altro gruppo di artiglieria a cavallo, con l’ordine di riagganciare l’avanguardia di Mulattieri e convergere a sud di Postojalyi: il

capo di S.M. Uberti assume il comando della nuova avanguardia. Uberti alle ore 2.00 (del 20/01) riprende collegamento con Mulattieri che cerca di

riprendere la giusta direzione.


Voloire: 1a batteria è sempre retroguardia della Tridentina. Riparte alle prime ore del 19. Ore 16 giunge a Roman’kovo per ripartire poche

ore dopo. 2a batteria marcia tutto il giorno. Nella notte raggiunge un villaggio nei pressi di Postojalyi dove la attendono il col.Montella comandante della

Voloire e altri ufficiali.

Settore Cuneense :Il III/277 riceve l’ordine del Generale Battisti di proteggere l’abitato di Popovka da eventuali attacchi provenienti da Rossoš’.

La colonna 2° alpini raggiunge Popovka solo al mattino del 19/01 verso le ore 8.00. La Cuneense si riusnisce così a Popovka e nei paraggi (Sotniskoja, Sudevka, Jvanovka). Il III/277, rimane lì (mentre il Pieve di Teco è ancora con la Vicenza che ha già raggiunto Samoilenkov) ed il Generale Battisti dispone che il III/277 provveda alla protezione id Popovka da più che probabili attacchi da Rossoš’.

La Cuneense (insieme al III/277) decide di seguire l’itinerario controllato dalle unità tedesche: Popovka – Kulascevka – Seljakino (o Varvarovka) – Valuiki.

ore 17.00:
attacco dei russi a Popovka. Alle ore 22 sarebbe dovuta partire la Cuneense  mentre il III/277 doveva rimanere sul posto per protezione

all’incolonnamento e poi muovere come retroguardia ma, alle ore 24 il III/277 viene sopraffatto dalla fanteria russa aiutata dai partigiani locali. Solo

il Capitano Gherardini e pochi soldati riusciranno poi a raggiungere il 2° alpini.

Settore Tridentina : La colonna si mette in marcia. Il grosso della colonna è formato dal II/278, dal comando gruppo Valcamonica, dall’11o Raggruppamento

Artiglieria di Corpo d'Armata
. Avanguardia: Edolo, con i due pezzi da 75/40 e 29^ Batteria del Valcamonica. Retroguardia: squadroni di Savoia e Novara

Cavalleria
. Combattimenti a Skororyb, salmerie e impedimenta italiane (truppe non di sfondamento) dirottate a Opyt. Alle ore 20.00 (a seguito comunicato

radio), il Colonnello Adami impartisce gli ordini per il giorno successivo: occupare prima Lesnišankij (con il concorso della Divisione Vicenza proveniente da

sinistra) e appoggiare subito dopo il 6o Reggimento Alpini per la conquista di Postojalyj. Si predispone la formazione di due colonne per la presa di

Lesnišankij, una a sinistra e una a destra: il II/278 fa parte di quella a destra, che viene affidata al colonnello Maj (comandante l’11° Raggruppamento

Artiglieria Corpo d'Armata
).


La Divisione Vicenza procede su Postoyalyi e la attraversa. Rallentamenti provocati da un improvviso attacco di carri armati russi sul fianco.

Nella notte il Pieve di Teco si riunisce alla colonna della Vicenza.

Valuiki è raggiunta dall’VIII Corpo di Cavalleria Sovietico, informazione che il Corpo Alpino non conosceva.

20 gennaio 1943

Settore Comando di Divisione

Ore 12.00 il Comando del Corpo d’Armata Alpino, che per mezzo del generale Martinat raggiunge Pascolini a Lesnišankij (nella versione di Pascolini egli viene raggiunto a Postojalyi), sollecita il movimento della Divisione Vicenza su Novohar’kovka. In particolare il Generale Martinat informa Pascolini sull’itinerario: Postotalyi – Novohar’kovka – Lymarev – Sceljakino – Varvarovka – Bol’šie Lipjagi – Valuiki.

Ore 15.00 dopo la partenza di Martinat, Pascolini chiama a rapporto i comandanti reggimentali dipendenti e il comandante Pieve di Teco ai quali Uberti comunicava ordini e modalità per i giorni successivi. All’imbrunire muove verso Novohar’kovka con un battaglione del 278° Reggimento in avanguardia ma la mancanza di coordinamento fa si che altri reparti si spostino sullo stesso percorso e intralcino. Attacchi nemici sul Pieve di Teco.

Pascolini non riesce ad informare via radio Julia e Cuneense e comunicare loro il percorso. (solo nella notte sul 23, a Novo Dimitrovka, la compagnia Radio Telegrafi riuscirà a collegarsi e comunicare a Battisti gli ordini ricevuti).

Nelle prime ore del giorno 20 tra Lesnišankij e Postojalyi sostavano 5 battaglioni di fanteria, 7 battaglioni alpini, 5 gruppi di artiglieria, 10 semoventi

germanici. Però il Corpo d'Armata Alpino non era in grado di coordinare una manovra in aiuto della Cuneense, in serie difficoltà a pochi chilometri, perché

non aveva possibilità di collegamento (aveva perso a Opyt i mezzi radio). Nasci nel pomeriggio invia il Capo di Stato Maggiore Martinat alla ricerca di

Vicenza, Cuneense e Julia.

Settore Tridentina: In direzione di Postojalyj, attacco aereo sulla colonna di destra, comprendente il II/278 battaglione fanteria.

Il Morbegno torna alle dipendenze del colonnello Adami (quindi alle dipendenze del 5o Reggimento Alpini), mentre il II/278 viene restituito al Comando della Divisione Vicenza.

Il 5° Alpini, siccome la Vicenza aveva conquistato Lesnišankij si dirige su Postojalyi e insieme al 6° Alpini rioccupa la zona.

Pieve di Teco: ore 1.00: il comandante del Pieve di Teco si accorge che la sua compagnia non segue la giusta direzione ma aveva piegato verso Skororyb.

Incontrano dunque il nemico. All’alba (quasi) il Pieve di Teco più il plotone 47/32 e mortai 81 irrompono nell’abitato insieme al resto dell’avanguardia.

Il resto della colonna raggiunge successivamente l’abitato.

Nella giornata si riprende la marcia verso Novohar’kovka. A notte si prosegue verso Lymarev con il 278° in avanguardia. Impossibile sostare nelle isbe

occupate dalla Tridentina, la Divisione Vicenza sta all’aperto.

Il 278° Reggimento si spinge in un colcos a 7-8 km più a ovest perdendo i contatti.


Settore Cuneense: ore 15 la retroguardia della Cuneense (III/277 della Vicenza) viene attaccata dai russi. Tra la sera del 19 e la sera del 20 la Cuneense

perde, tra Popovka e Novo Postojalovka, 4 battaglioni alpini, il III/277 della Vicenza, 1 gruppo artiglieria 75/13, 2 batterie 75/11, cioè più del 75% di

fanteria e mezza artiglieria. Ma consentì così, a Vicenza e Tridentina, all’alba del 20, di proseguire verso ovest. Quel che rimane della Cuneense si muove e

alle 20.00 raggiunge Lesnišankij (al mattino vi era la Vicenza) e poi si dirige verso Postojalyi, raggiungendo quest’ultima località alle 3 del mattino del 21.

Come copertura a Novo Postojalovka vengono lasciati due plotoni mitraglieri della Vicenza che dal Don a Popovka avevano ripiegato con la Cuneense. A

missione compiuta si ricongiungono con la Cuneense stessa.

XXVI battaglione CCRR: da Starobelsk a Kupiansk. A piedi e in auto.

Voloire: raggiunge Soloncy dopo un breve ma duro combattimento. Durante il giorno, sosta nel paese e nuovo attacco sovietico. Spezzonamenti da parte

di aerei russi. I soldati si sistemano nelle isbe di un villaggio nei pressi di Novohar’kovka. Ma riparte nella notte sul 21 gennaio per proteggere la

retroguardia della Vicenza.

21 gennaio 1943

La Vicenza è in pessime condizioni e si muove sulla scia della Tridentina.

Al mattino (verso le 14.00 secondo la sanità) riesce a raggiungere Novohar’kova sistemandosi nelle isbe all’imbrunire devono proseguire per Lymarev con il

278° in avanguardia si procede lentamente nella notte.

Ore 20.00 circa dopo aver ripreso contatti con il 278°, lascia Lymarev e si dirige verso Seljakino.

Ore 23.00 raggiunge Novo Dmitrovka.

Comando di Divisione
: versione Pascolini: a
Lymarev il generale Pascolini incontra il generale Battisti (Cuneense) e il generale Ricagno (Julia) e comunica

loro gli ordini ricevuti dal Generale Martinat. (versione Uberti: Pascolini incontra Battisti a Novo Dimitrovka, nella notte sul 23, dopo aver lasciato i feriti a

Lymarev e poco prima del combattimento di Seljakino).

278° Reggimento: all'alba attacchi partigiani che vengono disarmati e poi rilasciati dal Generale Pascolini.

Pieve di Teco: Prima dell’alba verso Lymarev spettatori di incendi per isbe troppo surriscaldate. Si riunisce al Pieve di Teco la 1^ sezione sanità

(cap.medico dottor Amorella) che pur avendo iniziato la ritirata con il 1° Alpini aveva perduto ogni contatto.

277° Reggimento: nel pomeriggio riceve l’ordine di passare in avanguardia e subisce numerosi attacchi partigiani.Ore 23.00: l’avanguardia (comandata dal

col. Salvi) si affaccia ad una grande conca: in fondo Seljakino. A notte fonda, con il 277° in avanguardia, la Vicenza raggiunge Seljakino (qualche ora

dopo la Tridentina) e la trova nuovamente occupata da unità nemiche. Il 277° Reggimento composto da Compagnia Comando, Compagnia Mortai da 81 e

dal II battaglione attacca a sorpresa ma i russi reagiscono all’attacco.

156^ Sezione Sanità: Limarev: viene organizzato un ospedale da campo e i feriti della Vicenza vengono lasciati lì con personale medico volontario

(citato il dottor Calabrese)
.

XXVI battaglione CCRR: Da Kupiansk a Karkov in auto (Cap. G. Buffa)
.

Voloire: riprende il cammino alle 5.00 del mattino e, dopo una marcia durata tutto il giorno sosta in un piccolo villaggio nei pressi di Novohar’kovka,

mentre i reparti della Vicenza proseguono la marcia. Attacco di grossa pattuglia russa. Riparte a mezzanotte.


Comando Corpo Alpino: Tra Novohar’kovka e Kravzovka il Comando Alpino con radio tedesca riesce a sapere che bisognava cambiare rotta “punto di

sbocco Nikitovka” perché Valuiki è in mano ai russi. Ma né CuneenseJuliaVicenza ne furono informate a causa degli impossibili collegamenti radio.

22 gennaio 1943

Comando di Divisione: dopo aver superato Seljakino: nuove forze russe (partigiane) attaccano la coda della colonna distruggendo il Quartier Generale e

parte del CLVI battaglione mitraglieri divisionale.
Nella notte sul 23 Pascolini riesce a comunicare via radio con Battisti gli ordini ricevuti da Martinat,

(versione Uberti) e lo incontra a Novo Dimitrovka. 
Viene inviato il tenente Calabrese, dello Stato Maggiore divisionale, alla ricerca del 278°. Egli lo

raggiunge e cade prigioniero.

277 Reggimento (Col. Salvi): ore 3.00: viene raggiunto da due semoventi germanici da 88 mm con un nucleo di granatieri che gli erano stati assegnati

dal Comando di Divisione e che avevano raggiunto la Vicenza al comando di un maggiore. N.B. si ipotizza che in questa occasione il Colonnello Salvi, per

mezzo di radio tedesche riesce a sapere del nuovo punto di sbocco (Nikitovka) e quindi prosegue verso la giusta direzione, ovvero attraversare il Kalitva.

XXVI battaglione CCRR: Da Karkovka a Osnova (Harkov) a piedi (cap.G.Buffa).


Settore Cuneense: all’alba del 22 è di nuovo riunita e giunta a Lymarev trova possibilità di sosta.

Voloire: versione Ten. Fusco: al mattino giunge a Ol’hovatka. Attacco di carri armati prima del paese. Richiesto appoggio alla 2a Batteria. I carri sovietici

vengono fermati. Nuovo attacco durante la giornata. I carri vengono messi in fuga anche grazie all’aiuto di un semovente tedesco.

Versione Ottobono Terzi:
tutta la colonna è ferma a Seljakino. La colonna della Tridentina preme per ore al ponte famoso per passare dall’altra parte. Alla fine i reparti corazzati sovietici si ritirano nell’oscurità del pomeriggio. Il reparto di Terzi riceve l’ordine di risalire a nord-ovest insieme agli alpini del Morbegno e agli artiglieri alpini del Gruppo Bergamo, verso Varvarovka, che viene raggiunta verso le 22.00. Oltre il ponte di Seljakino la strada sale: per sfuggire al fuoco nemico il I gruppo spinge slitte e i tre cannoni rimasti. Parecchie perdite.

23 gennaio 1943

La Vicenza nuovamente si divide.

Colonna Pascolini (verso Varvarovka): all'alba con azione convergente tutti i reparti all’attacco. All’alba la testa della colonna raggiunge lo sbocco ovest

dell’abitato. Controffensiva con violento attacco aereo e di mortai sulla Divisione: distrugge gran parte del Quartier Generale, del battaglione mitraglieri e 

genio divisionali
. Sboccano nell’abitato anche elementi del Morbegno comandati dal Maggiore Fabrocini che non riuscendo a passare per Varvarovka sono

costretti a ripiegare su Seleakino. Pascolini ordina loro di passare all'avanguardia della sua Colonna.

Dopo vari tentativi di penetrare nel villaggio, (da parte dei reparti dello scaglione Fabrocini), Pascolini dà ordine di tornare indietro verso un colcos nella zona di Ossodtschji a ovest di Seleakino e presso Varvarovka, ma l’ordine non raggiunge Fabrocini.

Ore 22.00: la colonna di Pascolini con il Pieve di Teco in avanguardia riprende la marcia verso sud-ovest nella steppa, fuori dalla rotabile.

Colonna Salvi (verso sud): attraversa il Kalitva e segue la Tridentina.

Colonna 278° Reggimento (verso Varvarovka): incolonnato verso Varvarovka, subisce attacchi dalle medesime forze corazzate. Ivi quasi completamente

distrutto.I resti del 278o incontrano la colonna Comando Divisione 2° alpini (Dronero) e vi si aggregano. Infatti il generale Battisti, intuendo gli scontri su

Varvarovka, decide di raggiungere Malakeeva, sulla strada per Vauiki, aggirando da nord lo sbarramento di Varvarovka. A sera la colonna con comando e

resti del 2° Alpini, Dronero e i superstiti del 278° raggiunge un villaggio situato  4-5 km a nord-ovest di Varvarovka chiamato Kovalev in mano ai partigiani.

Breve combattimento, vengono liberati alcuni prigionieri della Julia.

Colonna Fabrocini: sulla strada per Varvarovka incontra la colonna di Pascolini che gli ordina di passare all’avanguardia.

Ore 17.00: i reparti di Fabrocini attaccano il villaggio di Chuprin.

Ore 23.00: lo scaglione Fabrocini, due compagnie del II/277 e il I gruppo Artiglieria a Cavallo, ignari dell’ordine di Pascolini di tornare indietro, invadono il

villaggio.

Voloire: a sera giunge a Varvarovka. Il maggiore Turati, comandante il III Gruppo delle Voloire, ordina che due pezzi della batteria di formazione Villanova siano portati avanti nel tentativo di distruggere tre carri sovietici pesanti (K.W. 2o). Con il rinforzo degli artiglieri a cavallo avanzano spinti a braccia il quarto e il secondo pezzo. I pezzi sparano quattro colpi ciascuno, colpiscono il bersaglio, ma non provocano effetti. Uno dei K.W. 2o muove sulla colonna, passa sopra due pezzi ungheresi, rompe e schiaccia altri pezzi italiani. Schiaccia e maciulla, poi di ferma, si gira e torna indietro, mentre i due pezzi avanzati della Batteria Villanova sparano i colpi rimasti, sempre senza provocare danni al carro. Giunge l’ordine di abbandonare materiale e quadrupedi e di cercare una via di scampo. Si smontano gli otturatori prima di lasciare i pezzi, poi i superstiti della Villanova si avviano verso ovest, attraverso una palude, riuscendo a sganciarsi dall’attacco sovietico.

24 gennaio 1943

Colonna Pascolini: alle ore 4.00: sosta in un kolkos presso Varvarovka.alle ore 5.00: riprende la marcia. Alle ore 12.00: sosta in un villaggio dal nome sconosciuto e libera alcuni della Tridentina precedentemente catturati. A circa 2 tappe da Valuiki.

Colonna Fabrocini: alle ore 2.00 dopo aver organizzato i superstiti in un’unica Compagnia, il maggiore Fabrocini riprende la marcia. Nella notte sostano a Grozinin.

25 gennaio 1943

Colonna Pascolini: Obiettivo: Bol’šie Lipjagi. All'alba: partenza, dopo un’ora: attacco partigiano al Pieve di Teco che supera l’ostacolo. Si riprende la marcia. Per proteggere il fianco sinistro della colonna il Pieve di Teco lascia sul posto un plotone (ten.Gerbolini) dell’8a compagnia sopraffatto dai partigiani quando già la colonna era uscita dal paese. A sera la colonna di Pascolini raggiunge Bol’šie Lipjagi. Liberati un centinaio di prigionieri genieri alpini del XXX battaglione guastatori caduti prigionieri il giorno prima.

Colonna Salvi: con i resti del 277 Reggimento raggiunge la Tridentina.

A sera la 156^ Sezione Sanità raggiunge Nikitovka: riorganizzati in un unico reparto “sussistenza Divisione Vicenza”.

Colonna Fabrocini: Con i circa 30 uomini rimasti a sera raggiunge la retroguardia della Tridentina  e attraversa l’abitato di Romakovo.

Voloire: Ten Fusco (I Gruppo, 1a Batteria a Cavallo). Al mattino arriva a Malakeevo. Riparte, attacco dei Sovietici nei pressi di un altro abitato che viene conquistato dalle truppe italiane. Prosegue, attacco aereo e di mortai (trasportati su slitte). A sera arriva a Garbusovo. Poche ore di sosta e di nuovo in marcia nelle ore notturne.

26 gennaio 1943

Colonna Pascolini: all’alba riparte con il Pieve di Teco. 3^ compagnia del Pieve di Teco in avanguardia e due come retroguardia della colonna divisionale lungo rettangolo ancora ordinato anche se i reparti erano armati solo – e non sempre – di fucili. Nell’intento di raggiungere Valuiki trova gli abitati presidiati dai russi e subisce mitragliamenti di aerei nemici.

Ore 10.00: vari avvistamenti di nemici e improvvisi attacchi partigiani. Ore 12: lanciarazzi nemici, azioni partigiane frequenti, munizioni in esaurimento. Ore 13.00: in vista di Valuiki. Il Pieve di Teco incontra le prime consistenti resistenze. Ore 15.00: a 4 km da Valuiki la colonna è arrestata frontalmente da mitragliatrici nemiche. La cavalleria cosacca arriva dietro alla colonna e completa l’accerchiamento. (da lontano vengono scambiati per reparti amici). La Colonna Pascolini, costituita da circa 3.000 uomini, si arrende e vengono tutti catturati. Un parlamentare russo si presenta al Generale Pascolini che si dichiara disposto a trattare la resa. Mentre il Maggiore Catanoso, comandante il battaglione Pieve di Teco, si reca presso il Comando sovietico per discutere  le modalità, chi attende nei pressi di Valuiki riceve l’autorizzazione ad allontanarsi a piccoli gruppi, nel tentativo di sfuggire alla cattura. 

Colonna Salvi: Ore 15.00: a Nikolaevka Salvi riunisce circa 100 fanti della Vicenza per l’attacco finale.

Anche la “sussistenza Divisione Vicenza” è sulle alture di Nikolaevka.

Colonna Fabrocini: al mattino si congiunge al 5° Alpini nei pressi di Arnautovo.

Voloire: a Valuiki il Tenente Fusco riesce a defilarsi con una ventina di persone. Verranno attaccati il giorno successivo, 27 gennaio e – ridotti a sette uomini dopo aver combattuto con le armi e le munizioni disponibili – saranno fatti prigionieri e riportati a Valuiki.Tenente Malossi del II Gruppo del Reggimento Artiglieria a Cavallo: anche lui fatto prigioniero nei dintorni di Valuiki, verrà portato nella località medesima, dove ritroverà parecchi ufficiali delle Voloire, a loro volta prigionieri.

PERCORSO DI RITRATA DELLE DIVISIONI DEL CORPO ALPINO

IN UNA MAPPA DI PAOLO PLINI